lunedì 7 maggio 2007
Leonardo Masella, Intervento all’Assemblea nazionale di Sinistra Critica del 15 aprile 2007
Ringrazio Sinistra Critica per avermi invitato, per avere invitato l’area dell’Ernesto, che assieme alla rivista continuerà a esistere, diversamente dalla mozione congressuale Essere Comunisti che mi pare in via di superamento nella nuova dialettica interna trasversale che si sta aprendo positivamente dentro Rifondazione Comunista dopo l’ingresso nel governo.Condivido le proposte della introduzione di Cannavò perché evitano ipotesi scissionistiche e rigidità organizzativistiche.Siamo infatti dentro una fase di cambiamenti repentini e imprevedibili.Tornerò sui due punti strettamente intrecciati: la questione del governo e quella della riorganizzazione della sinistra.La questione del governo. Io spero e credo che questo governo, con questo assetto ed equilibrio, non abbia vita lunga e spero che si determinino le condizioni affinché Rifondazione Comunista ed altre parti della sinistra alternativa si sfilino quanto prima da un disastro ormai evidentissimo e di cui vedremo i primi effetti nelle imminenti elezioni amministrative. E’ il governo Prodi che sta riconsegnando il Paese alla destra e neanche alla destra moderata (Casini) ma a quella più estrema, alla destra leghista, fascista, populista, razzista, antidemocratica. Altro che Turigliatto e Rossi! E’ la politica della maggioranza moderata dell’Unione a consegnare il Paese alla destra! Dovremmo continuare a chiedere la revisione dell’espulsione di Turigliatto, anche perché non si capisce come mai Turigliatto viene espulso e Cacciari no. Due pesi e due misure. Siamo figli di un dio minore?Per questo condivido la proposta di un patto di consultazione e di movimento per costruire la più forte opposizione al neoliberismo e alla guerra.A partire dall’opposizione alla guerra. Per la ripresa del più forte movimento contro la guerra, contro la guerra imperialista permanente, chiamiamola con il suo nome. Contro la guerra in Afghanistan bisogna riprendere, anche sulla base dell’attacco ad Emergency e a Gino Strada, la richiesta di ritiro immediato dei militari italiani. Il ritiro immediato non la exit strategy, che non si capisce cosa vuol dire. Nè la conferenza di pace, proposta irrealistica di cui infatti nessuno più parla. Contro la guerra imperialista all’Iran che stanno da tempo preparando gli Usa e Israele, anche con l’uso di armi atomiche. Contro le basi della guerra permanente presenti sul nostro territorio, a partire dalla base Usa di Vicenza. Come riprendere la mobilitazione per impedire la costruzione della nuova base a Vicenza, dando continuità al successo straordinario della manifestazione del 17 febbraio? E infine, condivido totalmente la proposta di una grande manifestazione contro la visita di Bush in Italia. Agli inizi della guerra in Iraq, nei comizi elettorali Bertinotti faceva una bella battuta: se gli americani vogliono trovare le armi di distruzione di massa devono ritirarsi e tornare a casa loro: lì ci sono le armi di distruzione di massa! La cosa vale anche oggi: se gli americani vogliono trovare i capi del terrorismo devono ritirarsi dall’Iraq e dall’Afghanistan e tornare a casa loro. Lì ci sono i terroristi, è alla Casa Bianca, è al Pentagono, è alla Cia, che si trovano le centrali del terrorismo internazionale!Poi l’opposizione sociale al neoliberismo. Mi limito a dire che il malessere sociale è in evidente aumento e questo malessere sociale, dovuto alle ingiustizie e alle disuguaglianze prodotte dal capitalismo neoliberista, è normale che – in assenza di una sponda credibile di sinistra - si rivolga in tutte le direzioni, all’estrema destra e soprattutto verso la cosiddetta antipolitica. Ci si lamenta dell’antipolitica! Si scopre l’acqua calda. E’ stato sempre così. Per questo la sinistra di classe e comunista ha il dovere di canalizzare a sinistra, in direzione anticapitalista, il malessere sociale.In particolare sento urgente la necessità di indirizzare contro il sistema la rabbia enorme che cova sotto le ceneri e che sento montare per le disuguaglianze fra la povertà, le difficoltà economiche e sociali e le ricchezze sfrenate e sforgiate senza ritegno; disuguaglianza che grida vendetta, come per esempio quei giovani portuali di Genova che muoiono di lavoro per 1.000 euro al mese! I lavoratori, i precari, i disoccupati, i migranti devono tornare nelle piazze, nelle strade, devono tornare alle lotte dure, agli scioperi, alle manifestazioni, ai cortei, ai blocchi stradali.Il conflitto sociale, la lotta di classe deve tornare visibile in questo paese.Solo chi non ha la sindrome del governo amico può promuovere, organizzare il conflitto sociale, perché è evidente che chi ritiene che questo governo sia un governo amico tende, anche in buona fede, a delegare al governo, non al conflitto, i cambiamenti sociali.Questo del movimento, della lotta è il modo migliore per dare una risposta da sinistra alla riorganizzazione in atto della sinistra.Tutti parlano in questo periodo di costituenti e di cantieri.Prodi, Rutelli, e Fassino stanno facendo la costituente democratica. Boselli e Mussi, coerentemente con il loro punto di vista, cioè il punto di vista di chi si definisce e agisce come socialista e fa riferimento in Europa al Pse, cioè all’Internazionale Socialista (come del resto si definiscono socialisti Folena, Tortorella e Cossutta), stanno facendo la costituente socialista, persino con l’orgoglio socialista di Craxi e de Michelis.Ma perché, io mi chiedo, solo noi dobbiamo avere timore, siamo così timidi nel rivendicare il nostro essere comunisti, il nostro antagonismo irriducibile al capitalismo?Giordano, commentando il congresso dello Sdi ha dichiarato: “E’ importante che in Italia vi sia una forza socialista”. Non è sbagliata questa frase, è sbagliato che ci si fermi qui. Questa frase ha un senso se è accompagnata da un’altra: “Ma è importante che in Italia ci sia anche una forza comunista, antagonista al capitalismo”. E allora perché non costruire un altro cantiere? Un cantiere che diversamente dagli altri ed anche da quelli che abbiamo visto negli anni scorsi (come la sinistra europea o la camera di consultazione), sia in grado di produrre da subito movimenti e lotte di massa ( come la Val di Susa, Vicenza, le pensioni, i salari, la laicità), perché una forza comunista ed anticapitalista può vivere solo se è utile non a noi stessi, ad un pezzo di ceto politico, ma ad una parte reale e concreta della società.
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